Serie B – Nell’ultima puntata della trasmissione “Passione Frosinone”, in onda sulle frequenze di di HitFM e Radio Day, Emanuele Pecorino, attaccante del Frosinone, ha risposto alle domande dei conduttori – i colleghi Roberto Monforte e Alessandro Biagi -, e ha espresso la sua opinione sul felice momento che sta vivendo la squadra.
Ci racconti la vittoria di Genova e l’azione del terzo gol?
“Per me o faccio gol io, oppure un mio compagno, è la stessa cosa. L’importante è che il verdetto finale porti a far esultare e gioire i nostri tifosi. Conta prima di tutto portare il risultato a casa. Poi è ovvio, io sono sempre un attaccante, voglio far gol perché per me segnare è ossigeno. Però l’importante è che la partita sia andata bene, che abbiamo vinto e che possiamo essere tutti contenti”.
Cosa daresti per veder realizzato il sogno di gonfiare la rete della porta avversaria dopo un tuo gol quest’anno?
“Posso dire che sono stato male, per un attaccante fare gol è importantissimo e non l’ho vissuta molto bene. Adesso sto cercando di lavorare anche di testa e di mettere sempre prima la squadra. Poi il resto viene da solo, penso ad allenarmi bene e a dare il massimo. Spero che la rete arrivi il prima possibile, perché sarebbe importante per darmi fiducia. Dopo 4 mesi di infortunio è stata dura rientrare, però ora sono qui e mi giocherò le mie carte”.
Giochi molto di sponda, fai salire la squadra, come si è visto anche contro la Samp…Questo è il lavoro ti chiede Bianco?
“Il mio obiettivo è proteggere palla, scaricarla e attaccare la porta. Mi piace fare il lavoro sporco, non sono un brevilineo, ho le leve lunghe e ho una struttura fisica imponente. Quindi faccio la lotta per i miei compagni”.
Che tipo di cambiamento tattico hai visto con Bianco?
“La testa fa tutto. Siamo gli stessi giocatori ma è scattato qualcosa nella nostra testa. Sono arrivati Lucioni, Di Chiara, Bohinen, Koné che ci stanno dando una grandissima mano. Ma siamo quelli di febbraio, è cambiato qualcosa nella nostra mentalità. Ora abbiamo la consapevolezza di essere una squadra forte e le cose stanno girando nel verso giusto. Finalmente ho visto il direttore e il presidente sorridere, questa è una bella cosa, cavalchiamo l’onda e continuiamo così. Non c’è una spiegazione secondo me vera e propria. Abbiamo cambiato mister e quando questo accade c’è sempre uno stimolo in più. Con Bianco stiamo lavorando molto di più sulla finalizzazione, prima avevamo occasioni ma non concretizzavamo al meglio. Stiamo lavorando su come impostare la gara nel modo migliore, il mister sta facendo un grandissimo lavoro”.
Ti aspettavi tutto questo affetto da parte dei tifosi?
“Questo supporto significa tanto per me. Voglio ringraziare i tifosi che mi hanno sempre sostenuto anche se un attaccante deve fare gol, non è facile trovare un pubblico così. Qui a Frosinone mi hanno accolto tutti benissimo: dai tifosi, fino ad arrivare a tutte le persone che si incontrano per strada. Qui si vive di calcio ed è una cosa che fa piacere”.
Possiamo dire che i 3 punti dai playout e i 6 dai playoff ci spingono a continuare così perché può succedere di tutto?
“Può succedere qualsiasi cosa. Il campionato è tosto, secondo me sabato sarà la partita più importante perché può darci una spinta anche in ottica futura. Quello che viene in più, una volta conquistata la salvezza, è tutto di guadagnato”.
Probabilmente è la fiducia che ora pesa…
“Sì è un elemento importantissimo. Ora sicuramente non ci manca, è l’unica arma sicura che abbiamo e bisogna continuare su quest’onda e incrementarla ancora di più”.
Sei d’accordo nel dire che in questo momento l’avversario che vai ad affrontare poco conta? Conta come il Frosinone si vuole porre da qui alla fine…
“Penso che non dobbiamo pensare al nome della squadra che affrontiamo ma a noi stessi e non sbagliare partita. L’atteggiamento deve essere sempre lo stesso, come abbiamo fatto con la Sampdoria. Con la consapevolezza di essere una squadra forte”.
Ti aspettavi di giocare un po’ di più?
“Sì. Diciamo che l’infortunio non mi ha aiutato. Quando rientri da uno stop così lungo non è facile riprendere tutto quello di prima, ricordarti magari come andare a saltare per prendere la palla. Io non ho mai detto una parola riguardo le scelte degli allenatori e ho sempre cercato di smentirli sul campo”.
Abbiamo avuto tantissimi infortuni. Questo, oltre ai cambi in panchina, non vi ha aiutato…
“Non mi era mai capitato di vivere una stagione così travagliata, con 3 cambi di allenatore, 0 gol a marzo. Però questa è la vita e questi sono gli ostacoli da superare che ti rendono più forte. C’è da rimboccarsi le maniche e lavorare”.
Tu sei arrivato ad agosto dalla Juventus al Frosinone, con un diritto di riscatto al verificarsi di determinate condizioni: qualora queste condizioni si verificassero, ti piacerebbe restare qui? Come ti stai trovando con la città e con la gente?
“Questa piazza a me sta dando tanto, sia da un lato umano e anche calcisticamente perchè comunque mi sta facendo crescere. Io qui mi sento a casa, come se stessi nella mia Catania. Sento molto vicino a me le persone di Frosinone. Ho stretto moltissime amicizie che mi porterò dietro nel corso della mia vita”.
Con queste parole, Emanuele Pecorino ha espresso la sua gratitudine e il suo impegno per la squadra e per la città di Frosinone.