È trascorso precisamente un anno dal drammatico incidente stradale che ha visto coinvolti Luciano Urbano ed Antonella Polsinelli. Era il 20 maggio 2023 quando la coppia, a bordo della loro Fiat Tipo, percorreva la Strada Statale 749, la Superstrada Sora-Cassino, in territorio comunale di Atina: lo scontro frontale tra l’utilitaria ed una Jaguar fece da subito temere il peggio per i coniugi di Broccostella. Dopo essere stati estratti dall’abitacolo della loro automobile, furono entrambi trasportati presso il Santa Scolastica di Cassino. Luciano, autista Cotral, venne con urgenza elitrasportato all’Umberto I di Roma dove, a più riprese, ha poi subito ben quattro interventi chirurgici, tutti particolarmente delicati, tre alle gambe ed uno al braccio: la prima operazione immediatamente dopo il trasferimento nella struttura della capitale, per stabilizzare le gambe, è durata tutta la notte.
Poi i successivi interventi di chirurgia ricostruttiva, uno di circa 10 ore, il terzo di 7 ore, su due arti le cui ossa erano letteralmente ridotte in frantumi. In questo periodo sono state necessarie continue trasfusioni di sangue, tanti gli amici donatori che hanno voluto aiutare Luciano in una delicatissima fase. L’ultimo volta in sala operatoria è stata per intervenire sul braccio, 2 ore. Luciano è tornato a casa dopo sei mesi, lo scorso novembre; continua a fare riabilitazione, il percorso è ancora lungo ma l’autista non si scoraggia, è fermo sui suoi obiettivi, la determinazione lo accompagna passo dopo passo, intende tornare a camminare in maniera autonoma nonostante abbia l’arto destro ormai definito “la gamba di ferro” e l’altro, il sinistro, compromesso in diversi punti, entrambi si sostengono grazie alle placche, ai chiodi, alle viti impiantati durante gli interventi di osteosintesi.
Quando è stata estratta dalle lamiere Antonella aveva perso i sensi, dopo i primi esami radio ed ecografici effettuati al Santa Scolastica di Cassino, è entrata subito in sala operatoria: le è stata asportata la milza che le procurava un’emorragia interna importante. Un coma di 20 lunghissimi giorni, poi, quando le sue condizioni lo hanno permesso, è stata trasferita in clinica per l’intervento chirurgico alla clavicola, completamente fratturata. Traumi anche all’altro braccio, risolti con 40 giorni di tutore. Pure il percorso riabilitativo di Antonella non è semplice: controlli periodici per valutare la ripresa, il ritorno alla corretta postura, il busto che la sostiene, l’ombra di ulteriori interventi. Una sfida dura, che ha sconvolto l’intera famiglia, affrontata proprio con i più intimi, con tanta forza e coraggio: i figli Michela, Simone e Francesca, i tre nipotini, i generi e la nuora. E poi i parenti, i vicini di casa, gli amici, i colleghi di lavoro, tutti sono stati vicini a Luciano ed Antonella in questo difficilissimo anno, scandito dalle tante paure.
A sostenere la coppia è stato l’amore «Per come ne siamo usciti è stato un miracolo – dichiarano i coniugi –. L’amore ci ha dato la forza di andare avanti. Ancora oggi, a distanza di un anno, il sentimento forte che lega la nostra famiglia è motivo per non mollare e trovare la giusta dose di determinazione per guardare al futuro con il necessario ottimismo». Simone, in forza presso la Stazione dei Carabinieri di Vicalvi, quella maledetta mattina era in servizio: ha subito in maniera diretta il trauma della drammatica notizia, riuscendo a mantenere la lucidità per seguire tutte le manovre di soccorso ed essere punto di riferimento in quegli angosciosi momenti. Una delle ragazze, Michela, era in dolce attesa della sua secondogenita. In questi mesi difficili anche i piccoli Jennifer ed Edoardo hanno aspettato che i nonni tornassero a far loro le coccole; Nicole invece è nata ad ottobre ed ha portato in casa la felicità, un motivo in più per guardare avanti, con il sorriso sul volto e l’ottimismo nel cuore. Qualche giorno prima che papà Luciano tornasse a casa, Francesca ha concluso la formazione necessaria all’abilitazione per OSS, un’altra grande soddisfazione.
“20 maggio 2023/20 maggio 2024” ricorda in un post sui social Antonella. «Intendiamo ringraziare i medici che ci hanno avuto in cura e che ci seguono tutt’ora, con estrema competenza e professionalità. Aggiungiamo un ringraziamento sentito per il nostro fisioterapista Mauro Quattrociocchi: anche lui ci sta mettendo tutto il suo amore ed, in connubio con la sua straordinaria capacità, possiamo di volta in volta beneficiare dei progressi». Una data che sarà difficile dimenticare: restano le ferite ancora non completamente rimarginate, i dolori postumi ai traumi, le brutte cicatrici. Tutto ciò “passa” solamente quando uno è tra le braccia dell’altro, il peggio è stato affrontato, il futuro sta nella serenità scandita, come sempre, dall’amore.

