Serie B – Il Frosinone crolla a 3-1 Mantova e torna ad occupare l’ultimo posto della classifica. Una gara amara, un verdetto ancor di più. Un primo tempo horror che ha decretato una fine senza appello. Sono bastati circa 22 minuti ai padroni di casa per demolire i giallazzurri. 22 minuti in cui tutte le pecche della rosa ciociara sono state quantomai messe in evidenza. E non c’è partita con il Sassuolo che tenga, non ci sono scusanti per lenire la ferita aperta al ‘Danilo Martelli’. Gli uomini di Greco hanno preso 3 reti in questa sequenza: al 23′ apre le danze Brigantini, raddoppia Trimboli al 38′, cala il tris Aramu al 45′.
Giusto il gol della bandiera resta alla truppa canarina, quello al 55′ di Begic. Una rete che non riesce però a scardinare le maglie avversarie, non si rivela la strada per la reazione. Questo Frosinone, rispetto a quello visto contro la capolista, ha mostrato tutte le proprie debolezze. A partire dalla fragilità del reparto difensivo, che ha incassato reti con una leggerezza disarmante. E la colpa non è solo di Biraschi, il quale ha innescato il valzer del terrore, lustrando l’ingresso dei virgiliani nell’area ciociara, ma di un’intera linea che è andata presto in affanno. Con lui soffrono tutti i colleghi, in piena confusione e mai supportati dal centrocampo. Manca proprio del tutto il collante con la linea mediana: una giornata da incubo in cui l’emblema è stato Darboe, con una prestazione nulla. E a poco, purtroppo, è servito correre ai ripari infilando Gelli, che certamente ha contribuito rimettendo un po’ in equilibrio l’assetto ma non è ancora dotato di poteri magici. E resta rosso l’allarme attacco: la sterilità offensiva è un problema enorme.
Pali, traverse, non sono un surrogato alle marcature: bisogna segnare, gonfiare la rete, ma pare che nelle aree avversarie questo Frosinone incappi in una sorta di ‘Colonne d’Ercole’ virtuali, delle dogane invalicabili. Contro il Mantova, la prestazione è più che opaca. Non si salva quasi nessuno dall’inaspettato naufragio: a voler essere magnanimi Begic, che almeno in porta ci è arrivato riaccendendo per un attimo flebili speranze e forse capitan Marchizza, con i suoi cross puntuali dalla sinistra su cui non arriva nessun compagno. Un pomeriggio davvero da dimenticare. La squadra di mister Greco è nel caos, inferiore in ogni comparto, e soprattutto incapace di reagire anche con i cambi dalla panchina. Tutto da rifare, ma il tempo corre. Mentre i giallazzurri ritrovano il baratro, fermi a 16 lunghezze in 18 gare, alla finestra c’è la Salernitana. Nel giorno di Santo Stefano, il prossimo giovedì 26 dicembre, alle ore 15 la ‘Psc Arena-Benito Stirpe’ ospiterà i campani per un altro scontro diretto da non fallire. Anche i granata non navigano in acque tranquille con 18 punti e in zona play out. Potrebbe essere l’occasione ideale per ritrovare punti fondamentali e anche il necessario vigore per affrontare a viso aperto un campionato e un destino che al momento paiono davvero irti di difficoltà.