Secondo la cabbala ebraica, il 17 è propizio: la vedrà sicuramente così il sindaco Riccardo Mastrangeli che con quel numero ha superato il test dell’esame del bilancio di previsione 2025 e la gran parte delle votazioni svolte durante la seduta consiliare fiume, da 6 ore e passa, che i consiglieri comunali hanno affrontato ieri sera fino a notte inoltrata. La maggioranza veleggia verso l’individuazione di confini politici definitivi, con il pieno inserimento di forze come Lista Marini (Andrea Turriziani) e Polo Civico (Claudio Caparrelli) ed un sostegno solo amministrativo ed esterno della lista dell’ex sindaco Domenico Marzi (che ha scelto l’astensione insieme a Alessandra Mandarelli e Carlo Gagliardi mentre era assente Armando Papetti). Forza Italia, con Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo, ha puntato i piedi in maniera decisa e aspra, contro lo stravolgimento della coalizione di centrodestra uscita dalle urne del 2022 e diventata una aggregazione allargata al centrosinistra. I due forzisti hanno anche annunciato di aver comunicato ai leader nazionali dello schieramento la situazione anomala del capoluogo. Resta al momento nel gruppo misto in posizione di attesa Christian Alviani che dovrebbe transitare in Forza Italia. Tuttavia gli azzurri hanno, alla fine, ottenuto l’invito al tavolo del confronto da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia Franco Carfagna e dello stesso primo cittadino. La seduta ha misurato distanze ormai incolmabili, invece, con gli altri consiglieri eletti in maggioranza: hanno votato no al bilancio sia il Gruppo Futura (Giovambattista Martino, Teresa Petricca e Francesco Pallone) che la lista Mastrangeli (Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella) e il consigliere leghista (dissidente dalla linea Ottaviani), Giovanni Bortone. All’opposizione erano e restano il Psi di Vincenzo Iacovissi e il Pd di Angelo Pizzutelli, Norberto Venturi e del pur assente Fabrizio Cristofari. Le mappe politiche descritte, in realtà, erano emerse dall’osservazione delle firme apposte in calce ai vari emendamenti presentati e approvati dalla maggioranza e si sono chiarite soprattutto sulla vicenda dell’alienazione dell’ex Mtc.
Il caso della vendita dell’ex Mtc evidenzia l’asse tra maggioranza e Marzi
Il consigliere Marzi annuncia, ad un certo punto, voto positivo. Parliamo della vendita del capannone di via Fabi per procedere allo spostamento degli uffici comunali nello stabile di Piazza VI dicembre. Un progetto vecchio che proviene dritto dall’amministrazione dell’ex primo cittadino: “Apprezzo l’emendamento del sindaco – scandisce Marzi – perché evidenzia la capacità di elaborare scelte politiche e di condividerle”. Poi l’affondo al nodo politico della questione: “Nessuno vuole sedersi al posto di qualche assessore, non rientra nel nostro costume. Nessuno vuole entrare in maggioranza. Chiedo che la città venga amministrata anche secondo le nostre indicazioni ma il tutto deve arrivare da un dialogo che sia costruttivo. Credo che questo emendamento sia il primo passo di un percorso che non è ardito ma idoneo a dare alla città il municipio nella zona alta. Il problema del traffico? Con l’impianto di risalita e un parcheggio in via Firenze-via Ciamarra le soluzioni sono possibili. Mi auguro che l’emendamento venga votato all’unanimità”. Mandarelli ricorda il risparmio di risorse derivate dall’unificazione del Comune, Angelo Pizzutelli parla di emendamento condivisibile. Il sindaco Mastrangeli sottolinea la “convergenza di carattere programmatico e non politico. … Siamo già pronti per la vendita. Ci sono la determinazione del valore immobiliare ed anche la concessione edilizia in sanatoria”. Chi vuole l’ex Mtc dovrà avanzare una proposta che parta dai 2 milioni di euro.
Scaccia: “Oggi qui, caro sindaco, certifichiamo la morte del centrodestra”
Si passa dal piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari alla verifica della qualità e quantità di aree e fabbricati da destinare a residenza, attività produttive e terziarie per giungere al Dup, il documento unico di programmazione. Qui il capogruppo forzista, Maurizio Scaccia, esplode: “Caro sindaco siamo qui a certificare la morte delle coalizione che ha vinto le elezioni, di cui faceva parte Fi. Il Sindaco e alcuni consiglieri hanno sottoscritto emendamenti di modifica del bilancio per accontentare il sindaco Marzi. L’atto che prevede l’alienazione dell’Mtc non fa parte del tanto decantato programma della coalizione e rappresenta solo la grave sudditanza che questa amministrazione ha nei confronti di chi la sta mantenendo in vita. Il sindaco e gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno firmato un emendamento che rappresenta un atto ostile nei confronti della coalizione provinciale del centrodestra e hanno la responsabilità della distruzione politica della coalizione di centrodestra. (…) Il nostro voto sarà comunque nel rispetto dei leader del centrodestra che sono stati avvertiti del grave tradimento che state mettendo in atto”. Da lì a poco è Christian Alviani a polemizzare con sindaco e maggioranza: annuncia il suo voto di responsabilità ma avverte anche di concordare con Scaccia sulla necessità di fare chiarezza sugli assetti politici. Infine polemicamente ricorda che “il mio assessore di riferimento Valentina Sementilli non ha rassegnato le dimissioni ma è stata rimossa dal suo incarico. Sentir dire e affermare che Sementilli si è dimessa non corrisponde al vero”. Franco Carfagna prova a smorzare i toni insieme a Marco Ferrara a nome di Fratelli d’Italia: “Non esiste alcuna vicenda ex Mtc. La soluzione del problema è totalmente trasversale. Non ci sono tombe del centrodestra in giro”. Ferrara parla di strade aperte alla ricomposizione della coalizione.
Bilancio ok e zero anticipazioni di cassa, 12 anni dopo il piano di rientro
Si arriva al bilancio e l’assessore Adriano Piacentini ne illustra gli elementi principali. E’ il primo documento contabile redato al di fuori dei 12 anni del piano di rientro. “La cosa più importante – spiega – è il ripianamento. Il disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2023 era a meno 20 milioni di euro. Abbiamo ripianato con impegno ulteriore di 918 mila euro per 30 esercizi con fondi autorizzati dalla Corte dei Conti. La parte del leone delle spese con 10,5 milioni di euro la fa il personale che tiene conto delle assunzioni, c’è un piano di mutui di 36 milioni di euro tutti in ammortamento e sosteniamo rate di rimborso di circa 3 milioni. Sul mutuo globale gli interessi sono di 1,6 milioni in diminuzione. (…) Dato fondamentale – ha rimarcato ancora Piacentini – riguarda l’anticipo di tesoreria: non è stato mai utilizzato lo scoperto di conto corrente”. Norberto Venturi polemizza sui riferimenti al buco da 50 milioni di euro lasciati dalle amministrazioni di centrosinistra ricordando che, come ha detto Draghi, c’è debito buono e debito cattivo, dando ad intendere che le gestioni passate hanno investito risorse e non le avrebbero gettate al vento. A tirare le somme politiche arriva Vincenzo Iacovissi: “Immagino che lei avrà la maggioranza per approvare il bilancio – ha affermato all’indirizzo di Mastrangeli – ma bisogna vedere se la maggioranza numerica sarà politica. Quel che sta avvenendo sotto i nostri occhi in altri contesti sarebbe stato definito governo balneare, o delle astensioni o della non sfiducia. Insomma siamo di fronte ad un bilancio di previsione che in realtà è un consultivo politico. Il disegno politico del 2022 s’è perso. Oggi di fronte ad un crinale fondamentale per il futuro della città, dopo questa votazione sul bilancio, l’invito che facciamo è verificare se l’azione amministrativa portata avanti nei termini che vediamo ha efficacia o meno. Su di lei, sindaco, grava l’onere più grande: ricostruire un clima in cui si possa percepire chi sta con chi, per fare cosa e quale agenda di programma ci deve proiettare nei prossimi mesi. Si ritrovi il bandolo della matassa”.
Dall’analisi di Iacovissi (serve chiarezza) all’affondo di Cirillo (urge umiltà)
Con Pasquale Cirillo arriva il secondo affondo forzista: “In questi 33 mesi di consiliatura il quadro politico è totalmente mutato: questa maggioranza ha perso consiglieri. Come partito fondatore del centrodestra dico che qualcosa non ha funzionato, sindaco. Perché non si è voluto ascoltare le critiche”. Cirillo ricorda che, a differenza dell’emendamento presentato da Marzi, quelli di Fi dello scorso anno furono ignorati o non attuati. “Oggi vorrei invitare FdI e Iannarilli (Lega) a riflettere sul fatto che quando c’è una crisi politica di coalizione non si affidano deleghe a chi non ha condiviso la campagna elettorale e la vittoria nelle urne. Credo sia opportuno fare un bagno di umiltà e un esame di coscienza. Forza Italia si asterrà sul bilancio per un gesto di rispetto nei confronti del quadro nazionale, di Meloni, Tajani e Salvini. Così non va. Lei, sindaco, oggi si assume la responsabilità di porre fine alla stagione di centrodestra al comune capoluogo”.
Dalla replica di Marzi (niente convergenze politiche) ad Anselmo Pizzutelli
“Oggi sentire parlare di trasmigrazioni solo perché si vuol appoggiare un programma, che fa parte del nostro stesso programma condiviso, non ha senso – ha replicato Marzi -. L’astensione mia e del gruppo non è un voto favorevole ma di attenzione e rispetto nei suoi confronti, sindaco, che ha avuto la bontà di condividere con noi alcuni passaggi amministrativi che corrispondono alla volontà di veder realizzate alcune opere. Le convergenze non ci sono state sul piano politico, ma solo nell’interesse della città. Per cui, consigliere Cirillo, se avete problemi politici trovate pure le soluzioni”. Ha concluso rassicurando Mastrangeli che “avrà ancora la nostra osservazione favorevole qualora l’amministrazione avrà bisogno di sostegni per raggiungere obiettivi amministrativi”. Anselmo Pizzutelli – che aveva fatto obiezioni dure e documentate su incongruenze relative al programma delle opere pubbliche e al piano delle alienazioni immobiliari – ha toccato la questione politica ricordando come l’amministrazione sia stata “in parte sfiduciata dalla maggioranza uscita dalle urne nel 2022. La giunta comunale che ci propone questo schema di bilancio non rappresenta più la maggioranza che i cittadini hanno scelto né il gruppo Lista Mastrangeli. L’approvazione di questo bilancio sembra garantita da forze politiche che nulla hanno a che fare con la volontà popolare che ha eletto lei come sindaco. Questo bilancio è frutto di accordi trasversali che non rispecchiano il mandato conferitogli dai cittadini. Accordi proiettati ai prossimi appuntamenti elettorali. (…) È giusto fare chiarezza e far sapere chi sostiene la sua giunta e chi non ne condivide l’azione amministrativa. Il problema è non solo approvare il bilancio ma anche condividere l’azione amministrativa che non ascolta le istanze dei cittadini e in alcuni casi li offende con gesti ingiustificabili. Scegliere di approvare o astenersi per comodità significa accettare scelte, errori e atteggiamenti della giunta. No grazie! Decidiamo di stare dalla parte dei cittadini”.
Martino: “Basta arrampicarsi sugli specchi”. Mastrangeli: “Risolverò la crisi”
“Futura vota no – annuncia il capogruppo Giovambattista Martino – : le condizioni di questa città sono sotto gli occhi di tutti ed anche la situazione politica lo è. Sono state troppe le cose negative, continuare ad arrampicarsi sugli specchi delle giustificazioni spero giunga al termine. E si giunga al punto che chi governa prenda finalmente atto di cosa sta succedendo nel capoluogo”. Andrea Turriziani annuncia il sì perché è importante che tutti diano una mano per il futuro di Frosinone. Quindi l’appello del segretario: 17 sì, 9 no e 5 astenuti. Mastrangeli fa il bilancio della seduta partendo dai ringraziamenti sia ai favorevoli che agli astenuti: “Ribadisco che qui non c’è nessuna convergenza di carattere politico, la stagione di centrodestra non è finita – scandisce -. Se c’è in atto un esaurimento non è per mia responsabilità. Ma è legato ad una situazione che intendo analizzare e tentare di risolvere. (…) Anche con un voto sfavorevole – aggiunge ed alza il tono – avrei lasciato il Comune con i conti a posto. Guardiamo avanti con ottimismo”. Parla delle 28 assunzioni in organico del 2024 e le 15 previste per l’anno in corso. I lavori al Campanile la scuola campo Coni, il grazie a Rocca per i 650mila euro per l’intervento di recupero di Piazzale de Matthaeis: “L’azione amministrativa va avanti”.