Il Consiglio comunale per l’approvazione del Bilancio – convocato il 2 aprile a Palazzo Munari – è destinato diventare un autentico spartiacque politico tra la prima fase della consiliatura del sindaco Riccardo Mastrangeli, nata da una coalizione di centrodestra eletta nel 2022 con successo ma giunta ad oggi perdendo i suoi connotati partitici insieme ad 8 eletti nelle liste a sostegno del primo cittadino, finiti a fare o l’appoggio esterno o l’opposizione dichiarata. E la seconda fase che porterà dritti al ritorno alle urne da qui a due anni e mezzo o poco più. Dopo mercoledì prossimo le cose dovranno cambiare perché – giro di boa di metà consiliatura compiuto in queste settimane -, la seconda metà del governo cittadino dovrà chiarire in quali condizioni la maggioranza uscente potrà affrontare la tornata elettorale del 2027. Fratelli d’Italia, socio di peso preponderante nella coalizione (5 consiglieri più due in via di integrazione: Andrea Turriziani e Christian Alviani), è il soggetto più interessato a definire i nuovi equilibri, ad intavolare un rapporto più forte e finalizzato all’interno alle forze di maggioranza ma anche a lanciare segnali distensivi all’esterno, verso i cittadini del capoluogo. I nodi da affrontare sono sia amministrativi che politici e passano attraverso una rimodulazione della giunta comunale ben più profonda rispetto agli aggiustamenti apportati finora. Ne è perfettamente cosciente il sindaco che gestirà il passaggio in stretta sinergia coi meloniani e con i leghisti, oltre che con le civiche della coalizione.
L’ipotesi: la viabilità asse portante del programma di fine consiliatura
Non è piaciuta ad alcuni settori della maggioranza la vicenda della chiusura al traffico di Piazzale Kambo. La polemica sollevata da Anselmo Pizzutelli – sulla mozione approvata in Consiglio e “riconsiderata” in conferenza stampa il mattino seguente -, ha trovato comprensione anche nelle file dei sostenitori di Mastrangeli. Peraltro il fronte dei favorevoli a riaprire al traffico lo spazio antistante la Sacra Famiglia, seduti in assise civica, è più ampio di quello che appare ufficialmente. Ma il problema è complessivo e investe l’intera viabilità cittadina. Per questo settori di Fratelli d’Italia auspicano che la maggioranza vada a concordare e ufficializzare una sorta di ‘patto con la città’ che chiarisca gli assetti definitivi dei sensi di marcia, delle piste ciclabili e pedonali ed i tempi necessari per una rivisitazione in pianta stabile della mobilità del capoluogo. Proprio da questo argomento potrebbe partire la redazione di un vero e proprio programma di fine legislatura che dovrebbe coinvolgere anche la lista dell’ex sindaco Domenico Marzi. Ma nel gruppo di FdI si è fatta strada la convizione che senza una ricomposizione del centrodestra politico si rischia di pregiudicare anche l’esito della prossima stagione elettorale. Insomma la priorità dovrebbe essere quella di recuperare, tanto per cominciare, Forza Italia e così ripristinare l’unità dei partiti che altrove sono insieme al governo, dalla Regione a Palazzo Chigi. “Il centrodestra deve restare ben riconoscibile quale struttura portante dell’amministrazione comunale”, avverte un esponente di spicco.
Da risolvere subito il nodo della delimitazione esatta della coalizione
Ma prima di ogni cosa – e siamo al Consiglio comunale della prossima settimana (che sarà doppio visto che è convocato anche il question time) – è necessario una volta per tutte delimitare esattamente la maggioranza che sostiene il primo cittadino. Chi vota il bilancio – che è documento contabile ma anche e soprattutto politico – insomma sta al governo. Bisognerà vedere cosa contiene e se alcune istanze – come per l’ascensore inclinato – sono incluse o meno. Cose del genere sono dirimenti per l’eventuale voto favorevole della Lista Marzi, ad esempio, che in caso di mancate “aperture” in fatto di programmazione, potrebbe decidere di astenersi. Poi ci sono le posizioni di Andrea Turriziani, Christian Alviani. Entrambi dovrebbero muoversi in sintonia con FdI. Allineato alla maggioranza anche Claudio Caparrelli (Polo civico). La Lega di Nicola Ottaviani ha numeri più risicati ma continua a giocare da protagonista. Non dovrebbe mancare il sì del presidente del Consiglio comunale Max Tagliaferri. L’assise del 2 aprile vedrà la surroga di Mario Grieco a seguito della sua nomina ad assessore. Subentrerà sugli scranni Andrea Campioni, primo dei non eletti della Lista Ottaviani. Intanto Valentina Sementilli, assessora estromessa un attimo dopo essere uscita dalla lista dell’ex sindaco, da parte sua conferma un impegno civico al momento polemicamente distante da tutte le casacche: “Dopo una attenta riflessione a mente fredda – ha scritto sul suo profilo Fb -, non aderirò ad alcun partito politico, continuando a tutelare e a sostenere la nostra Frosinone, da cittadina con la semplicità che sempre mi ha contraddistinto, rivendicando esclusivamente quella libertà di pensiero che nessuna potrà mai limitare. ‘La sovranità appartiene al popolo’ questo recita l’art. 1 della Costitizione, al di là della preordinata cecità che a volte colpisce i finti democratici! Un affettuoso saluto dalla prima degli eletti della Lista Ottaviani con 611 preferenze! Ora godetevi l’assordante silenzio della mia uscita di scena, frutto della ‘libera’ scelta di tutti gli addetti ai lavori”.
Imu allo 0,6% e aliquota agevolata
La prospettiva della ricomposizione della maggioranza e del varo di una giunta rappresentativa dei gruppi consiliari come si sono delineati attualmente, potrebbe mettere a rischio alcuni degli assessori storici della giunta Mastrangeli. Del resto i posti sono sempe gli stessi e gli spazi di manovra per accontentare tutti sono davvero striminziti. Tornando al Consiglio comunale del 2 aprile tra gli argomenti di maggior rilievo spiccano anche l’approvazione delle aliquote Imu anno 2025 e dell’addizionale comunale Irpef 2025. L’imposta sugli immobili dovrebbe consentire un introito per le casse comunali di circa 9 milioni e 600 mila euro. Sarà mantenuta una aliquota allo 0,6% per le abitazioni principali, un’aliquota base ”ordinaria” all’1,06% ed un’aliquota agevolata dello 0,86% per gli immobili censiti come C/1 ubicati nel centro storico in cui risultano insediate o in procinto di insediamento attività commerciali. L’Irpef per l’anno in corso resta fissata nella misura degli 0,8 punti percentuali. È la stessa aliquota dell’addizionale comunale sul reddito delle persone fisiche già in vigore nell’annualità 2024.