Frosinone Calcio, svelati il nome e il logo del ristorante dello stadio ‘Benito Stirpe’. Arriva il Social Restaurant ‘Back Stage 1928’! Un nome che è tutto un programma, come spiega alla stampa, durante la conferenza odierna, il direttore Marketing e Rapporti Istituzionali Salvatore Gualtieri, che dopo gli onori di casa esordisce: “Quest’oggi siamo qui per presentare ufficialmente ‘Back Stage 1928’, che aprirà le proprie porte al pubblico il prossimo 8 marzo, in concomitanza con la ‘Festa della donna’”. Al suo fianco Michele Pepponi, amministratore delegato dell’enoteca ‘La Torre’, il quale gestirà la struttura ricettiva della ‘Psc Arena’ di viale Olimpia.



“Il perché della scelta di questo nome è presto detto – continua Gualtieri -: l’anno 1928 corrisponde alla data della fondazione del Frosinone Calcio. ‘Back Stage’, invece, deriva dal concept del title. Il campo è il nostro palcoscenico, i calciatori sono gli attori che si muovono su di esso, la partita è lo spettacolo. Tutti guardano il palcoscenico, spettacolo e l’accesso degli attori in scena, è scontato. Ciò che non è scontato è invece quello che c’è dietro il palcoscenico-terreno di gioco, il cosiddetto ‘back stage’. E noi apriremo il retro ai tifosi, agli appassionati, al pubblico. È la prima volta in Italia, si tratta di un’innovazione assoluta, una vera e propria sfida. Nel nostro Paese non ci sono stadi vivibili in questo modo, si tratta per cui di una concezione del tutto originale. Ci teniamo a specificare che abbiamo scelto di definirlo, poi, un ‘social restaurant’, perché uno degli scopi è quello di rafforzare il legame, la socializzazione, con gli appassionati del Frosinone e gli abitanti della città e della provincia. Sarà l’occasione di un contatto intimo e diretto con la gente che avrà modo di incontrare atleti, staff, proprietà nel ristorante. Questo sarà il nostro fiore all’occhiello, siamo orgogliosi di poter far vivere lo stadio a famiglie e tifosi tutta la settimana. Un’idea pioneristica che permetterà di toccare con mano cosa c’è dietro la propria squadra del cuore, dietro le quinte dello stadio ‘Benito Stirpe’. Inoltre la struttura, di cui vi darà dettagli Michele Pepponi, è pensata anche per ospitare altri eventi privati e non”.

La palla passa quindi a Michele Pepponi che gestirà personalmente il ristorante. Per l’amministratore delegato di ‘La Torre’, si tratta del sesto curato della propria azienda. “Rifacendomi a quanto asserito da Gualtieri, raccogliamo una sfida mettendo in piedi una realtà che in Italia non esisteva ancora. Avere un bar o l’hospitality nello stadio è cosa comune, vivere lo stadio come un agora in Italia no. All’estero sì e basta pensare all’esempio di uno dei migliori ristoranti al mondo con 3 stelle Michelin è in uno stadio (il Geranium dell’impianto sportivo di Copenaghen n.d.r). Il ‘Back Stage 1928’ si svilupperà su due piani e cambierà volto nel corso dell’anno. Sarà aperto dall’orario della colazione fino alla sera per la cena e sarà fruibile dalla popolazione intera. Il piano terra presenterà un look britannico con un’atmosfera tipica di quei locali frequentati anche per vedere la partita. Nello stesso piano, dopo l’orario di colazione, si preparerà il pranzo con un menù moderno, che coniugherà pietanze locali a ‘signature’ presenti in tutti i nostri ristoranti, piatti caldi e insalate, e avrà un bancone da cocktail bar importante oltre che un’interessante area mixology, che in futuro si potrà sfruttare come cattedra per corsi. Dopo il pranzo sarà fruibile anche come caffetteria. Alla sera, invece, ci si sposterà al piano superiore, che presenta un aspetto diverso, più elegante e serale, appunto e con un menù dedicato. Sarà il posto ideale sia per una cena in coppia che per una tavolata di amici. Resta la zona per hospitality durante le partite ma avrà un vestito totalmente nuovo. Un altro nostro obiettivo è allargare il ristorante a pieno terra nel giorno della partita, creando un hospitality per il pubblico, per un pasto o un aperitivo. Il locale nel corso dell’anno si presterà per eventi terzi sia nel corso della stagione calcistica che extra calcistica. Siamo felici anche di comunicare che stiamo svolgendo le selezioni del personale. A regime saranno circa 15 unità a lavorare, 15 ragazzi del territorio. Quindi…non resta che aspettare l’accensione dei fornelli!”.

Proprio sul fattore lavoro si riallaccia Gualtieri prima di congedare la stampa: “Territorio, giovani, lavoro, sono tutti temi cari al presidente Maurizio Stirpe e sapere di poter dare un’opportunità ai giovani, creare lavoro in tempi così difficili, ci dà uno slancio ulteriore per consolidare questa innovativa iniziativa. Pertanto voglio ringraziare anche il mio collaboratore Federico Casinelli, fondamentale nell’ideazione del nome del ristorante e della logica a corollario”.
La nota societaria
L’idea nasce dopo aver immaginato lo Stadio Benito Stirpe come il teatro dei successi del Frosinone Calcio.
In ogni teatro c’è un palcoscenico, l’unico luogo visibile da tutti gli spettatori, sul quale si esibiscono gli attori.
Oltre quel palcoscenico c’è molto di più e spesso, nella maggior parte degli stadi, nessun altro luogo, oltre il terreno di gioco è accessibile a tutti. Al “Benito Stirpe” questo è possibile. La posizione del pub ci ha permesso di sviluppare il concetto di luogo di aggregazione pre e post gara nelle vicinanze del terreno di gioco, il luogo dove lo
spettacolo ha la sua massima espressione. Il concetto espresso non si limita però solo agli eventi sportivi, in quanto lo Stadio Stirpe, così come è stato pensato, è il luogo ideale anche per ospitare manifestazioni extra calcistiche, come ad esempio concerti. La scelta di utilizzare un termine diverso dal gergo calcistico ci permette di allargare i nostri orizzonti oltre quello che può sembrare l’unica destinazione di uno stadio. Proprio per queste ragioni abbiamo pensato al terreno di gioco come palcoscenico dello spettacolo e il suo pub come il retro del palco.