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Arce – Incidente sul circuito “Valle del Liri”, minore elitrasportato: la versione del presidente Fini

Al responsabile sportivo dell'impianto, Armando Fini, non sono andate giù alcune ricostruzioni riportate da buona parte della stampa locale

Foto Fb Circuito Valle del Liri
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Arce – Nella giornata di domenica, sul “Circuito Internazionale Valle del Liri”, lungo la Casilina, si è registrato un incidente in pista. La notizia è stata riportata dalla nostra redazione, come dalla gran parte della stampa locale. All’indomani della vicenda, nel pomeriggio di ieri, il Presidente e responsabile sportivo dell’impianto, Armando Fini, è intervenuto con una nota per precisare alcuni dettagli, non di poco conto. Lo stesso Fini, infatti, contesta le ricostruzioni di buona parte della stampa definendole “inesatte o quantomeno piuttosto propense a “gonfiare” la vicenda”. In particolare, al Presidente non sono andati giù alcuni termini utilizzati e diverse inesattezze. Non sentendoci in alcun modo chiamati in causa in quanto riteniamo, anche alla luce della sua versione, di non far parte di chi – a dire di Fini – ha “gonfiato” l’accaduto, riportiamo integralmente la nota ricevuta. QUI è possibile consultare l’articolo pubblicato domenica dalla redazione di Frosinone News.

La posizione di Armando Fini

“Vengo ad esporre i fatti così come si sono svolti realmente senza faziosità alcuna. Era in corso l’ultimo turno della giornata quando due karts da competizione sono venuti a contatto nella fattispecie tramite tamponamento nei pressi dei cancelli di rientro alla corsia box. Appena rientrati, si è venuta a creare una situazione di agitazione in quanto il pilota che ha tamponato veniva accusato della volontarietà dell’impatto, cosa tra l’altro prontamente smentita, trattandosi di impatti che su un circuito motoristico avvengono praticamente tutti i giorni. A questo punto il personale di pista e di sicurezza ha prontamente sedato gli animi. Cosa molto rilevante, è che il quindicenne (tamponato) protagonista di tutta la vicenda è intervenuto di persona per placare ed allontanare alcuni suoi accompagnatori, stando quindi perfettamente sulle sue gambe. Circa 15 minuti dopo l’accaduto, il ragazzo lamentava dolori alla schiena, motivo per cui sono intervenuti i sanitari del circuito i quali hanno successivamente avvertito il “118”. Si tiene quindi a precisare che il ragazzo, oltre ad essere vigile per tutto il tempo, era riuscito a tornare alla sua postazione box sulle proprie gambe. Sopraggiunti, però, i successivi dolori nella zona della colonna e trattandosi di un impatto di tipo posteriore, l’ambulanza non ha potuto trasportare sulla barella e via terra il ragazzo, perché l’attuale e nuovo protocollo sanitario lo impedisce, motivo per cui, anche per dei semplici accertamenti, in questo tipo di contesto è richiesto il trasporto tramite elicottero nell’ospedale dedicato. Risulta che il ragazzo sia stato mandato a casa dopo poche ore, non avendo probabilmente i sanitari riscontrato nulla che fosse fuori posto. L’intervento dei Carabinieri è avvenuto per “prassi” ed inoltre, anche in seguito alla mia personale chiamata, preoccupato più che altro di tenere sotto controllo la situazione di tensione che sopra avevo descritto”. – Scrive Fini

“A questo punto però le mie domande sorgono spontanee: come fanno alcuni giornali, tv e profili social di informazione a parlare di “GRAVE INCIDENTE”; “GRAVI FERITE” “SITUAZIONE DI PANICO” e parole simili che abbiamo dovuto leggere? Su molte testate è stato riportato “IL TEST E’ STATO IMMEDIATAMENTE SOSPESO”. Il mio contatto telefonico è disponibile 24h su 24. Si poteva prendere qualsiasi tipo di informazione senza scrivere o riportare baggianate. Il test è proseguito fino al termine naturale, per cui non c’è stata alcuna sospensione. Comprendo e sono sicuro che da parte di tutti non ci sia stato alcun tipo di malafede ma, allo stesso tempo, devo far notare che “gonfiando” la questione si rischia di gettare cattive ombre uno sport bellissimo che, oltre a dare lavoro a moltissime persone, ha anche un importante funzione sociale. Questa funzione è proprio quella di fare sì che i ragazzi più giovani, vadano a sfogare la propria passione per i motori su piste che sono sicure, omologate, protette e fatte in modo tale da prevenire il più possibile i rischi. Al contrario, portare questa passione sulle strade di tutte i giorni, porta ad incidenti, quelli sì “GRAVI”, con “GRAVI FERITE” e molto spesso con esiti molto più tristi che faccio fatica anche a ricordare. Lo sport motoristico è una delle colonne portanti della nostra nazione e chiunque abbia questa passione deve portare le proprie ambizioni sulle piste, che sono le strutture grazie alle quali i pochi incidenti di cui veniamo a conoscenza si risolvono nel 90% dei casi con dei semplici controlli…proprio come è capitato domenica. Voglio, in conclusione, augurarmi che le testate interessate non trascurino e trasmettano quanto possibile questa mia missiva, correggendo parzialmente quanto comunicato. In caso contrario la nostra struttura ha la piena facoltà ed il diritto di difendere la propria immagine, nei termini e nei modi in cui ci sarà possibile”. – Conclude la nota di Armando Fini.

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