Alloggi Ater sgomberati, così gli abusivi hanno lasciato gli appartamenti: tra rifiuti e degrado

La denuncia dell'Ater: "Gli alloggi recuperati versano in pessime condizioni, il che si traduce in un enorme dispendio di risorse"

Le operazioni di sgombero degli alloggi occupati abusivamente, effettuate nei giorni scorsi nel capoluogo, grazie all’intervento congiunto di Prefettura, Regione, Comune, Questura e Ater, fanno emergere un’altra criticità: il dispendio di ingenti risorse per il recupero, lo smaltimento delle masserizie, e tutti gli interventi richiesti per rendere di nuovamente assegnabile un alloggio.

Siamo molto soddisfatti delle azioni poste in essere grazie ad un intenso lavoro congiunto tra l’Ater, le istituzioni e le Forze di polizia. I risultati ottenuti – afferma il Commissario straordinario Ater, Iannarilli -ci fanno ben sperare per il futuro, ma è opportuno e necessario ribadire che l’occupazione abusiva di un alloggio è un fenomeno da combattere alla radice le cui conseguenze si ripercuotono sui cittadini e sull’Azienda. Innanzitutto, si impedisce l’assegnazione a coloro che sono iscritti in graduatoria, violando evidentemente un loro diritto. In secondo luogo, si arreca un danno economico all’Ente, che è impossibilitato a riscuotere il canone di locazione, ed è tenuto, altresì, ai sensi di legge, ad emettere bollette per un’indennità di occupazione, che verosimilmente non incasserà mai, ma che avrà un peso indiscutibile sul proprio bilancio. Un aspetto non trascurabile riguarda anche i condomini: quando si tratta di occupanti abusivi è, infatti, l’Ater che deve farsi carico di tutti gli oneri e degli eventuali costi per le spese di manutenzione ordinaria. Un’incombenza che, come è evidente, equivale a un danno gravoso”.

“A tutto ciò, si aggiungano le somme richieste per l’avvio delle procedure di accertamento e del successivo sgombero. Parliamo di costi che ricadono interamente sull’Ater senza possibilità di deroga: le spese per gli adempimenti burocratici e legali, quelle per il recupero dell’alloggio, quelle per il deposito ed eventuale smaltimento delle masserizie rinvenute nell’immobile, e in ultimo quelle per gli interventi manutentivi indispensabili affinché sia possibile una nuova assegnazione. Su quest’ultimo punto – prosegue Iannarilli -, è doveroso sottolineare che nella stragrande maggioranza dei casi, gli alloggi recuperati versano in pessime condizioni, il che si traduce in un enorme dispendio di risorse. Le operazioni effettuate nei giorni scorsi nel capoluogo, ne sono la riprova: appartamenti stipati di oggetti e di spazzatura, mantenuti in maniera indecorosa e che necessitano opere di manutenzione urgenti per garantire salubrità e vivibilità. Una situazione limite, alla quale però i nostri uffici stanno già provvedendo, per assicurare a coloro che attendono in graduatoria un’abitazione dignitosa”.

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